LIZ E RICHARD

 LIZ E RICHARD



Quando Liz Taylor e Richard Burton s'incontrarono nel 1962 sul set di un film kolossal qualcuno aveva scritto sul copione che dovevano interpretare uno dei più leggendari, controversi e appassionati amori della storia: sarebbero stati Cleopatra e Marco Antonio. La città che faceva da sfondo era Roma, un luogo che nel nome aveva capovolta la parola antica che si celava nel loro destino: Amor.

I due che dovevano recitare la parte di due amanti, lo diventarono davvero e fu un amore travolgente, senza argini capaci di conservarne pudore e riservatezza, furioso a tal punto da non curarsi dello scandalo, dei rispettivi matrimoni disintegrati, della morbosa ed incalzante attenzione della stampa e dell'opinione pubblica.

Dalla dolce vita romana i due cominciarono a girare il mondo, entrambi con un seguito a dir poco grottesco: figli, balie, baby sitter, segretari, guardie del corpo, parrucchieri. Alla fine riuscirono a venire a capo di un gioioso disordine e si sposarono, ma il matrimonio non mise fine allo spettacolo, anzi. I due erano quella che si definisce una coppia che non passa inosservata, una miniera per l'industria del gossip tra litigi, fughe, risse, riconciliazioni ed eccessi d'ogni genere, dall'alcool al lusso. Richard le faceva regali mozzafiato spendendo cifre colossali; Liz, volubile e capricciosa, era capace di scenate pubbliche di gelosia, di pianti isterici barricata nelle più belle suite degli alberghi internazionali.

Lei entrava e usciva da costose cliniche per cercare di disintossicarsi o recuperare un peso forma. Lui ogni tanto faceva perdere traccia di sé, per venire recuperato dopo spaventose sbronze nei night meno raccomandabili o nei più squallidi motel. Liz si era abituata fin da subito a doverlo far cercare o mettersi lei stessa sulle tracce dei suoi caotici rally bar.

Però quei due erano davvero fuori da ogni schema e per certi versi fatti l'uno per l'altra. Nel bene e nel male.

Lei era di una bellezza struggente e con i suoi larghi occhi viola, dal taglio felino, distraeva chiunque da un certe tendenza ad ingrassare; lui aveva bellissimi occhi azzurri, una voce profonda e magnetica, un fascino irresistibile e uno stile che neppure l'abituale abuso di alcolici sembrava intaccare. In verità con il bere avevano un rapporto molto disturbato entrambi, che non seppero mai davvero risolvere o domare e che forse più d'ogni altra cosa consumò il loro amore e la loro vita. Si lasciarono, si risposarono e di nuovo si lasciarono. Lui non smise mai di scriverle bellissime lettere d'amore, lei - si dice - aspettò sempre una sua nuova proposta di matrimonio, la terza, la più folle. Quando i rotocalchi della cronaca rosa hollywoodiana cominciarono a credere potesse davvero succedere di rivedere quei due insieme all'altare, lui morì, a 58 anni, per un'emorragia cerebrale forse provocata da una rissa in stato di ubriachezza. Una volta di più perso da qualche parte.

Da quel momento per Liz la vita fu ancora alcool, ricoveri, psicofarmaci, bulimia, fama, altri mariti, altri divorzi e sempre meno cinema, fino a diventare una specie di caricatura di se stessa. A 79 anni il suo cuore si stancò e decise che era tempo che la ragazza dagli occhi viola andasse di nuovo a cercare quella testa matta del suo Richard, ovunque si fosse cacciato.






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